Russia. In una nebbiosa mattina del 1905, una bambina scivola nelle acque ghiacciate del fiume che attraversa i possedimenti del padre, il principe Vladimir Galitzine. Si chiama Asya, ed è nata pochi giorni prima della fine del secolo. Adolescente, capirà che l'acqua del fiume ha per sempre gelato qualcosa dentro di lei; ma da quell'esperienza saprà anche di aver ottenuto in cambio l'audacia e "pertanto di essere libera". Da quel momento, la vita di Asya si trova strettamente intrecciata con le vicende del suo paese e con quelle dell'intera Europa. Conoscerà l'esilio, il tradimento, la privazione. Incontrerà l'amore e lo perderà. Ricostruirà più volte la sua vita in fughe successive, sospinta a Parigi dalla rivoluzione bolscevica, poi a Londra dall'invasione nazista, fino al ritorno in Russia negli anni di Gorbaciov. Ma nell'affrontare i rivolgimenti del secolo, non perderà mai la sua innocenza e la nobiltà del suo spirito. Asya lotta, vive, ama con il coraggio e la lucida follia che le provengono dall'aver conosciuto fin da bambina la paura, fedele ai sentimenti in cui crede, anche a dispetto degli inganni a cui la espongono. Su sfondi che cambiano rapidamente al ritmo incalzante della Storia, in ambienti e atmosfere che attraversano e definiscono il secolo, Michael Ignatieff disegna con eleganza quest'intrepida figura di donna dalla "delicatezza ingannevole", madre, moglie e amante entro cui palpita un intero paese. Una donna indimenticabile, capace di spingersi nelle zone più oscure di se stessa, fino a intuire ciò che per anni comunque negherà, divisa fra il battito martellante del tempo e quello suadente del cuore.